Enzo Pasi
Enzo Pasi, meccanico di Alfonsine e partigiano della resistenza, acquista la prima cinepresa nel 1954, una passione in 8mm lunga più di due decenni e 60 bobine. Filma la città, la sua vita civile, la famiglia e i suoi numerosi viaggi – specialmente quello a Mosca del 1957, per il Festival Mondiale della Gioventù.

Viaggi

Enzo Pasi non è il più grande cineamatore di viaggio di Alfonsine, ma, oltre a recarsi pressoché annualmente in spiaggia a Casalborsetti, a fine marzo, e a partecipare all’Expo di Bruxelles del 1958 (per non parlare delle sortite a Roma, Milano e in Ungheria), compie l’impresa assieme a un manipolo di romagnoli e altri 30’000 giovani – comunisti e non – di visitare l’Unione Sovietica, Mosca, in occasione del Festival del 1957.

Festival

Nel 1957, in occasione del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, più di 30’000 giovani da 131 nazioni si recano a Mosca per prendere parte all’iniziativa sovietica tanto grande quanto il suo ruolo di arma culturale per la diffusione del credo comunista. La grandiosità di Mosca è filmata da Pasi, che talvolta cede la cinepresa al compagno Sauro Ravaglia, ma al contempo ne immortala anche la periferia, fatta di catapecchie, baracche e degrado suburbano.

Russia

La Russia è il paese dell’utopia per Pasi – ma anche per l’intera comunità di Alfonsine: la patria del comunismo, affermazione che vale tanto per la nazione sovietica quanto per il paese in provincia di Ravenna, visti i risultati elettorale degli ultimi settant’anni. In Russia, a Mosca, un gruppo di Alfonsinesi si reca davvero nel 1957, agli albori del disgelo, per partecipare al Festival Mondiale della Gioventù che finalmente aprì i cancelli verso il cuore dell’URSS.

Alfonsine

Il padre Ernesto si era trasferito da Mezzano ad Alfonsine, dove Enzo Pasi nasce, cresce e vive. La vita culturale e intima della cittadina è distillata nelle immagini prodotte dal cineamatore, che gestisce un’officina e una pompa di benzina sulla statale (“Via Reale”) di fronte alla quale passa il mondo e il suo mondo vive nell’intimità della campagna: la moglie, i figli, le nevicate strepitose di fine Anni Cinquanta; ma anche le celebrazioni comunitarie di stampo politico cui egli tiene e partecipa.

Guido

Guido Pasi è il figlio di Enzo, che al momento del viaggio in URSS ha appena 6 anni. Nei film girati da Enzo Pasi, a esclusioni dei viaggi e dei momenti di vita civile e impegnata di Alfonsine, Guido è uno dei perni cruciali della sua narrazione familiare, mentre gioca, corre, pedala assieme ad altri bambini, o si getta tra le braccia della madre, distesa nella neve, durante le incredibili nevicate di fine Anni Cinquanta.

Liberazione

Tra i momenti più significativi nelle riprese di Enzo Pasi vi sono quelli di vita civile alfonsinese: le feste del Primo Maggio, di sicuro, ma anche quelle della Liberazione e, soprattutto, della Liberazione di Alfonsine, avvenuta il 10 Aprile 1945. Il cineamatore sovente si sofferma a riprendere questi eventi, e in particolare vi è la Festa del ‘56, al campo “Rino Bendazzi”, e il 1° Maggio ‘75, quando i veterani canadesi con cui aveva combattuto tornano ad Alfonsine per una commemorazione storica.

Gianastri

“Il Gianastri”, come spesso ci si riferisce a lui, è uno dei compari e amici di Enzo Pasi che compiono il viaggio a Mosca. a differenza degli altri, però – persino di Luigi Pattuelli, cognato del cineamatore – Gianastri è una figura che rivaleggia con moglie e figli per continuità di presenze sugli 8 mm di Enzo: è a Mosca, è a Casalborsetti, è ad Alfonsine, a Ravenna, a Milano, in Ungheria e a Roma, con la sua faccia volpina e le navigate doti da scaltro donnaiolo.
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