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Olivo Oliviero Mario
Oliviero, autore principale delle riprese, è da sempre appassionato di fotografia. Tra i primi Anni Quaranta alla metà degli Anni Cinquanta filma splendidamente la sua famiglia con un gusto estetico non comune, utilizzando una cinepresa 16mm di buonissima qualità, forse una di quelle messe a disposizione dall’Istituto Istologico in cui lavorava. Proprio lì e in quegli anni stava portando avanti degli studi sulle cellule con l’ausilio di dispositivi fotografici e filmici collegati a microscopi.

IN CADORE in montagna

Stabilitisi definitivamente a Bologna già dai primi anni Trenta, gli Olivo rimangono sempre molto legata al Cadore, luogo di origine della famiglia. Qui Antonio, il padre di Oliviero, aveva costruito una grande e moderna casa nei pressi di Valle di Cadore, che diventa per gli Olivo luogo di ritrovo estivo e scenario delle lunghe escursioni tra le valli e le montagne. È qui che, l’8 settembre 1943, gli Olivo vengono colti dalla notizia della firma dell’armistizio. Decidono così di restare in Cadore fino alla fine della guerra, dove nel 1945 nasce la figlia minore Paola. Oliviero, nel frattempo rientrato a Bologna per questioni di lavoro, riesce incredibilmente ad attraversare più volte la linea del fronte per raggiungere il resto della famiglia rimasta in Veneto.
1942
La scalata
Cadore (Belluno)
1943
Bagno al fiume
Valle di Cadore, Belluno
1943
Giochi in acqua
Valle di Cadore, Belluno
1943
Un piccolo arrampicatore
Valle di Cadore, Belluno
1942
Un borgo di montagna
Valle di Cadore, Belluno
1947
La Villa
Suppiane - Venas, Valle di Cadore, Belluno
1942
Il treno
Valle di Cadore, Belluno
1942
In montagna
Cadore (Belluno)
1942
Dolomiti
Cadore (Belluno)
1942
Il Rifugio Galassi
San Vito di Cadore, Belluno

LA BOLOGNA DEGLI OLIVO in città

Gli Olivo si erano trasferiti a Bologna nel 1932, in seguito alla nomina di Oliviero a professore ordinario nella cattedra di Istologia ed Embriologia Generale. È qui che nasce il primogenito Franco nel 1934 e poi Chiara nel 1936. La città fa spesso da sfondo alla vita famigliare degli Olivo, in luoghi simbolo per la cittadinanza bolognese come ad esempio i Giardini Margherita, ma anche meno frequentati dai più: è il caso, ad esempio, del cortile dell’Istituto di Anatomia, dove spesso gli Olivo si ritrovano con amici e colleghi. Molto interessanti sono poi le immagini girate da Oliviero presso l’asilo della figlia Chiara, le odierne Scuole Marconi, oppure le riprese stagionali dalle finestre della loro abitazione in via Mazzini 87.
1940
Chiara ai Giardini Margherita
Bologna
1940
La gabbia dei Leoni
Bologna
1940
Dalla finestra
Bologna
1940
Nevicata in città
Bologna
1940
Il laboratorio
Bologna
1940
Eletta
Bologna
1940
Tra città e campagna
Bologna
1940
Girotondo all'Istituto di Anatomia
Bologna

ALPINISMO una passione di famiglia

Oliviero è stato sempre un appassionato alpinista e scalatore, tra i primi a raggiungere il VI grado di difficoltà avendo percorso già negli anni tra il 1923 e il 1925 delle vie in solitaria sulla Cresta degli Invalidi. In seguito condividerà questa passione con la famiglia, soprattutto con la moglie Eletta e il figlio Franco, anche lui ottimo alpinista. Nelle immagini del fondo non mancano dunque escursioni e scalate, ma anche i paesaggi, delle amate Dolomiti cadorine.
1942
La scalata
Cadore (Belluno)
1943
Un piccolo arrampicatore
Valle di Cadore, Belluno
1942
In montagna
Cadore (Belluno)
1942
Dolomiti
Cadore (Belluno)
1942
Il Rifugio Galassi
San Vito di Cadore, Belluno

UNA FAMIGLIA MODERNA in famiglia

Oliviero e Eletta si erano conosciuti a Torino all’epoca in cui entrambi facevano parte del gruppo di ricerca del prof. Giuseppe Levi, maestro anche dei Premi Nobel Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco. Anche dopo il loro trasferimento a Bologna, i due erano rimasti molto in contatto con l’ambiente intellettuale torinese, tanto che Oliviero viene citato da Natalia Ginzburg, figlia di Levi, in Lessico Famigliare. Una volta giunti a Bologna, Eletta, impossibilitata ad esercitare la professione di ricercatrice a causa del ruolo del marito, si dedica alla famiglia, che nel frattempo si allarga con la nascita dei figli Franco, Chiara e Paola. Donna colta, intelligente e decisamente moderna, sostenitrice del metodo montessoriano anche negli anni in cui era stato messo al bando dal regime fascista, nel dopoguerra sarà tra gli animatori della sezione bolognese dell’Opera Montessori. Nello stesso periodo si appassiona anche allo scoutismo, divenendo una delle dirigenti del CNGEI, l’Associazione degli Scout laici. Prenderà inoltre parte attiva alle attività della sede bolognese dell’UDI, Unione Donne Italiane.
1942
Pic nic in montagna
Valle di Cadore, Belluno
1929
Giochi in giardino
Bologna
1940
A sciare sui colli
Bologna
1940
Le palle di neve
Bologna
1940
Eletta
Bologna
1940
Tra città e campagna
Bologna
1940
Ai Giardini Margherita con lo zio Romano
Bologna
1947
Paola
Suppiane - Venas, Valle di Cadore, Belluno
1947
Le scarpe
Suppiane - Venas, Valle di Cadore, Belluno
1955
La tenda
Sori, Genova
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